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  • Immagine del redattoreIl Ricordo di Sé

il centro di gravità

“Come faccio a conoscere il mio centro di gravità?”, mi è stato chiesto in un recente commento. (Se la domanda non è comprensibile, allora significa che dovete andare a leggere alcuni post precedenti. Cercate ‘Centri inferiori’ e ‘I molti cervelli dell’uomo’). La domanda si riferisce al fatto che, sebbene tutti possediamo ugualmente i centri inferiori - istintivo, motorio, intellettuale ed emozionale - ciascuno di noi possiede il suo ‘centro di gravità’ in uno o l’altro di questi cervelli. Ossia un centro particolare è più sviluppato degli altri, e quella diventa la funzione principale della propria macchina, quella che assume il ruolo di ‘capo’ rispetto alle altre funzioni. Il mio centro di gravità influenza il modo in cui percepisco il mondo. Se istintivo, percepirò la realtà in termini di energie. Se motorio, di relazioni tra le parti e spaziali. Se intellettuale, di simboli e concetti. Se emozionale, ancora di energie, ma di diversa natura. Leggo queste righe attraverso il filtro del mio centro di gravità. Se leggo ‘Libertà’, le quattro letture di questa parola, istintiva, motoria, intellettuale ed emozionale, saranno ben diverse. Molto probabilmente, ad esempio, il centro istintivo penserà all’essere liberi dalla presenza di altre persone, mentre quello emozionale vedrà la libertà in una piena interazione con altre persone. Molti fraintendimenti nascono da questa differenza tra gli individui.

Come faccio a conoscere il mio, quindi? Innanzitutto vorrei dire che questa conoscenza aiuta nell’auto osservazione, ma non è necessaria ai fini del ricordo di sé. Si può essere presenti senza avere la minima idea dell’esistenza dei centi di gravità. Scrivo questo perché l’argomento si presta ad essere un ‘gioco’ interessante, un po’ come quando ci chiedono di che segno sei. Voglio ricordare che conoscere certe caratteristiche della macchina, quali il proprio centro di gravità, equivale a tracciare la mappa della propria prigione. Il mio centro di gravità, assieme ad altre simili manifestazioni meccaniche, è esattamente parte di ciò che mi impedisce di essere presente.

Per conoscere il mio centro di gravità, devo innanzitutto avere un’idea chiara di cosa ‘fanno’ i vari centri (partirei rileggendo il post ‘Ancora sui centri inferiori’). Poi dovrò osservarmi in modo neutrale, in relazione ad altri che conosco bene. I miei famigliari, i miei amici. Notare le differenze. Come mai A vuole sempre viaggiare mentre B non è mai disposto a staccarsi da casa. Cominciare a leggere le persone che conosciamo bene alla luce di questa teoria. (La più difficile da analizzare è ‘me stesso’. Cominciate da altri). Le attività preferite nel tempo libero (specialmente quelle che la società attorno, o il partner considerano strane - lì si è sicuri che l’attività piace per un bisogno dell’essenza e non per incoraggiamento sociale. Posso anche ragionare per esclusione e considerare quali funzioni in me sono più deboli. Ci sono persone centrate emozionalmente che vivono in un mondo etereo, non considerando i segnali del centro istintivo - il cui compito è mantenerci sani - e si ammalano di continuo. I centri motori considerano l’efficienza molto importante, si scandalizzeranno se si sceglie una strada che fa ‘perdere tempo’, e così via. Un avvertimento: armatevi di pazienza, ci vorranno anni.

Come vedete dall’immagine, i centri presi in considerazione sono quattro, ma le carte nell’immagine sono dodici (potrebbero essere di più, questa è una versione semplificata). Per ogni centro, bisogna considerare il livello di attenzione - Re, Regina, o Fante, rappresentanti la parte Intellettuale, Emozionale o Istintivo/motoria di ciascun centro. Quindi, quando parlo di centro di gravità, parlo di una di queste carte. Il Fante di quadri, ad esempio, è la parte istintivo/motoria del centro intellettuale. La Regina di fiori, quella emozionale del centro istintivo. Ricordate che i centri sono considerabili come ‘funzioni’, cioè come capacità di azione in un campo specifico. Per conoscere il mio centro di gravità, devo avere una descrizione di ognuna di queste carte. Aiutandovi con la rilettura del post consigliato, domandatevi cosa vorrà dire livello di attenzione del Re, Regina e Fante, relativamente a ogni funzione. Dato lo spazio ristretto di un post, per aiutare lo farò relativamente a un centro solo: quello istintivo. Fante di Fiori = attenzione meccanica nel centro istintivo. Il cuore batte. Unghie e capelli crescono. Respiro. Metabolizzo il cibo. Tutto questo senza attenzione consapevole Regina di fiori = attenzione indotta da elementi esterni nel centro istintivo. Piacere e dispiacere istintivo. Cibo ottimo, pessimo. Una sauna, una doccia calda quando si è stanchi. Piacere sessuale. Re di Fiori = Attenzione concentrata nel centro istintivo. Osserva senza essere osservato. Percezione di malattia o salute in altre persone. Ricerca di sicurezza per salvarsi la vita, o assicurarsi un futuro. Amministratore delle energie del corpo - se c’è poca energia ci costringe a letto con un’influenza.

Supponiamo che una di queste tre descrizioni corrisponda a un’aspetto forte del vostro essere. Non bisogna saltare alle conclusioni pensando: ‘Ecco! Ho trovato il mio centro di gravità! Non era poi difficile’. Ognuno ha, per esempio, una regina di fiori. Tutti noi apprezziamo uno splendido vino quando ne assaggiamo uno, e in quel momento la nostra Regina di Fiori viene evocata - tutti quanti ne abbiamo una. E può anche darsi che in noi quella carta sia molto forte - ma non è detto che sia il ‘capo’. Per trovare il ‘capo’ dovrò provarle tutte, una per una. Per alcuni, sarà necessario che una persona esterna lo riveli. Inoltre, bisogna considerare che ciascuno ha un suo particolare equilibrio tra i centri. Un centro sarà dominante, un secondo quasi altrettanto forte, un terzo nella media, e un quarto sottosviluppato. Dipende sia dal mio tipo di essenza, che dai miei genitori e dall’ambiente in cui sono cresciuto.

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