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miti, aforismi e simboli

(di Daniele Scapati)

Una parte rilevante del lavoro di una scuola, una volta che questa raggiunge una certa maturita’, e’ connessa con lo studio della conoscenza oggettiva rilasciata dalle scuole del passato. La ragione di questo e’ sia per lo sviluppo ulteriore della coscienza oggettiva, quanto per il rafforzamento e il nutrimento della coscienza stessa.

Quando si parla di conoscenza in generale si parla a sua volta anche del linguaggio con cui questa viene espressa; conoscenza include in se’ l’idea della comunicazione e comunicazione necessita di un linguaggio attraverso cui questa viene espressa.

In specifico, quando si parla di conoscenza oggettiva (cioe’ una conoscenza generata dai centri superiori, una conoscenza generata da stati oggettivi di coscienza), il linguaggio in cui questa viene espressa e’ a sua volta un linguaggio oggettivo.

Il linguaggio usato per questa trasmissione, a sua volta puo’ prendere tante forme. Il linguaggio a cui si e’ piu’ abituati e’ quello della parola scritta ( quella usata qui’). Ma in un certo senso per quanto questa forma trova radici molto tempo addietro, in realtà e’ una forma diventata di uso comune solo in tempi relativamente recenti.

Altre forme prendevano spesso la forma di opere d’arte in tutte le diramazioni che questa puo’ includere (pittura, architettura, danza, musica, teatro, artigianato, ecc).

Gurdjieff ha definito che i miti erano per lo piu’ diretti al centro emozionale superiore, gli aforismi e i simboli al centro intellettuale superiore. La mitologia include anche le fiabe o comunque opere che usano un linguaggio metaforico o allegorico. In questo si puo’ anche includere opere poetiche, lavori di autori come Dante, Petrarca, Rumi, Rilke, Lewis Carrol o Shakespeare ( Shakespeare ha aiutato con una delle versioni inglesi della Bibbia, la versione King James).

La conoscenza oggettiva diretta al centro emozionale superiore e’ piu’ verbosa e richiede un maggiore numero di informazioni esteriori, mentre quelle diretta al centro intellettuale superiore e’ al livello esterno molto semplificata e richiede un grado di essere piu’ elevato per trarre il dovuto numero di informazioni.

Un buon esempio in relazione a questo e’ Rodney Collin. Il libro ‘La teoria delle influenze celesti’, ha piu’ la forma di un trattato, mentre il libro consecutivo ‘La teoria della vita eterna’ mostra piu’ un elemento di sintesi e compressione fondato sul libro precedente. Il secondo libro puo’ essere compreso appieno solo dopo aver assimilato il primo.

Questa concentrazione e’ un elemento tipico che mostra uno sviluppo verso un linguaggio piu’ simbolico. Suoi libri ulteriori (ad esempio ‘Il mistero del seme’), mostrano ancora di piu’ una maggiore compressione di conoscenza e un linguaggio più poetico, sempre basato sui punti essenziali dello studio dell’enneagramma.

Tante volte questa conoscenza oggettiva ci rimane invisibile perche’ spesso ci sta’ di fronte giornalmente, come nel caso di giochi comuni, come le carte da gioco o gli scacchi. Le carte italiane e americane derivano dai tarocchi, un lavoro di scuola . Gli scacchi molto probabilmente sono un prodotto dalla scuola araba.

I numeri arabi (cioe’ quelli che usiamo attualmente) sono quasi universalmente usati da tutte le nazioni. In oltre ci si dimentica - o si e’ ignari - che le lettere stesse sono simboli (ad esempio la lettera ‘A’ e’ un simbolo composto da tre segni).

Quasi sempre lavori oggettivi con un forte elemento matematico o geometrico, sono probabilmente prodotti dal e sua volta diretti al centro intellettuale superiore. Basti pensare a certe musiche matematiche di Bach, la tabella Pitagorica o le stesse figure geometriche di base.

Gurdjieff ad esempio, per lo sviluppo della spiegazione dell’enneagramma, mostra la relazione dei numeri con la geometria, la loro relazione con i vari stadi dello sviluppo cosciente dell’uomo. Il 4 e il quadrato mostra l’uomo (o donna) quando comincia a bilanciare i quattro centri inferiori. Il 5 mostra un ulteriore sviluppo piu’ armonioso dei quattro centri grazie al giusto uso del centro sessuale ( 4 + 1 = 5), ecc.

Quando il linguaggio scritto raggiunge la compressione e la concentrazione tale da essere rinchiuso in una frase, allora si ha un aforisma che a mio avviso e’ uno dei punti di unione (dal punto di vista della conoscenza oggettiva) fra centro emozionale superiore e centro intellettuale superiore.

Qui’ bisogna ricordare che la conoscenza dipende dall’essere. Cio’ che potrebbe dare vita alla conoscenza oggettiva dipende dal livello d’essere, e la capacita’ di estrarre questa conoscenza ha tanti gradi quanto sono i gradi dell’essere che hanno creato quella conoscenza stessa.

Per chi ha lavorato per molto tempo su di se’, semplici parole come: ricordo di se’, identificazione, considerazione interna o considerazione esterna, possono rinchiudere in se’ un gran numero di idee e significati in un solo istante.

Queste stesse parole (se non lo sono gia) possono addirittura essere compresse ancora di piu’, in una sola parola o una sillaba.

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Qualche Aforisma:

- Come in alto, cosi’ in basso

- La via che sale e’ allo stesso tempo quella che scende

- Dio e’ un cerchio infinito il cui centro e’ dovunque ma la Sua circonferenza da nessuna parte

- Sii vero al tuo proprio se’

- Cio’ che stai cercando e colui che guarda

- Tu sei colui che osserva non cio’ che e’ osservato

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Gurdjieff: ‘ Un simbolo non può mai essere preso in un significato ultimo e definitivo. Esprimendo le leggi dell'unità nella diversità infinita, il simbolo possiede in sé stesso

un numero infinito di aspetti.

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