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  • Immagine del redattoreIl Ricordo di Sé

uomini numero quattro

Dopo un certo lavoro specifico all’interno di una scuola, gli uomini uno, due e tre, diventano quattro.

Gli uomini uno, due e tre sono governati da inclinazioni naturali, che vengono dalle carte predominanti in loro. Istintivo-motorio, emozionale, e intellettuale. E soprattutto: fante, regina e re.

Chi è centrato nella regina non potrà fare a meno di dare una risposta ‘numero due’ a qualsiasi evento; e così via per le altre carte. Il centro di gravità ci segna per la vita e non si può cancellare o modificare.

L’unica via d’uscita da questa prigione (la caverna di Platone), è verso l’alto. In una scuola si impara ad equilibrare I centri. Le parti in noi che sono sottosviluppate o funzionano male, vengono aggiustate.

Questa è una fase che presenta qualche pericolo, perché alcuni si appassionano troppo a questo lavoro di aggiustare I centri, e diventano affascinati dall’idea di creare una supermacchina; anzi credono che il lavoro di scuola sia perfezionare la macchina, anziché trascenderla.

Aggiustati I centri, si sostituisce il centro di gravità naturale (diciamo: regina di fiori) con un altro centro di gravità, intenzionale, detto centro di gravità permanente.

Questo nuovo centro di gravità è la determinazione costante di dedicarsi al lavoro spirituale.

A quel punto, I cavalli della regina continueranno a scalpitare; ma incontreranno qualcosa all’interno della macchina (il maggiordomo interinale, o il maggiordomo) che non permetterà la loro manifestazione selvaggia, e proverà a fare, temporaneamente, magari in modo imperfetto, ciò che sarebbe il lavoro del Padrone (centri superiori): dettare alla macchina ciò che deve fare.

È un cambiamento enorme, ma poco osservabile. Dall’esterno, la persona diventa più normale, più invisibile. Se prima scalpitava spesso, ora scalpita un po' meno. Se prima si arrabbiava tanto, ora è più quieta. Se prima parlava un sacco e attirava l’attenzione di tutti, adesso sono di più I momenti in cui siede tranquilla in silenzio. Ci vuole molta attenzione per notarlo (e, a volte, chi lo nota è preoccupato: ma stai bene?)

Le relazioni tra uomini numero quattro, in una scuola, sono basate sul lavoro spirituale, non sugli interessi e inclinazioni della macchina. Si vede la propria macchina, si vede la macchina dell’altro, ma queste tendenze, attrazioni, repulsioni sono tenute a bada, come cavalli da cavalieri esperti.

Diventano possibili conversazioni con tipi di persone che non si era mai frequentato prima, perché troppo diverse.

Diventa possibile comunicare da stato di presenza a stato di presenza. Questo profondo livello di contatto fa impallidire ogni attrazione, amicizia, legame di sangue.

Diventa possibile, infine, utilizzare la propria essenza (quindi anche il proprio centro di gravità naturale, il proprio ‘cavallo’) come strumento in un’orchestra. Le mie inclinazioni personali, al servizio del gruppo, diventano lo strumento specifico che suono solo io: non più competizione e autoaffermazione, ma integrazione e armonia. Non suono più per me, ma per servire.

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