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A tu per tu con un risvegliato

  • Immagine del redattore: Il Ricordo di Sé
    Il Ricordo di Sé
  • 24 set 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Mi sono imbattuto ieri in un brevissimo film, meno di tre minuti, evidentemente realizzato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, che riporta un passo dal libro Frammenti di un insegnamento sconosciuto.


Gurdjieff viene accompagnato da Ouspenky e da un gruppo di studenti alla stazione. Una volta salito sul treno, Ouspensky e gli altri studenti lo vedono, percependolo come un’altra persona, un essere che possiede una maestà che, pochi minuti prima, era invisibile.

Un’esperienza di pochi secondi.


La quarta via afferma che un essere di livello superiore è invisibile a chi gli sta attorno - a meno che questo essere non decida di rivelarsi.


La scena del film ricorda per associazione un’altra, ancora più drammatica, dal vangelo. Cristo è morto, e alcuni suoi studenti incontrano uno sconosciuto, che invitano a casa loro. C’è un momento preciso in cui questo sconosciuto spezza il pane, e diventa evidente a tutti che si tratta del loro maestro morto.


Ancora Cristo risorto, viene scambiato da Maddalena per un giardiniere. Ad un tratto, lei lo vede, e corre per abbracciarlo, ma Cristo la ferma, con il famoso Noli Me Tangere - non toccarmi (perché non puoi).


Infine, anche Arjuna, nel Mahabharata, scopre all’improvviso che il suo ‘autista’ non è nientedimeno che il dio Krishna, soltanto quando questo intende manifestarsi.

Ho avuto esperienze paragonabili col mio maestro.


Spesso riconosciamo una persona che è nei centri superiori per qualcosa che non fa. Ad esempio, non diventa negativa in una circostanza in cui ci si aspetterebbe che lo facesse. Oppure per l’energia particolare, che ci mette in qualche modo in allarme risvegliando la nostra attenzione, come se in noi sopraggiungesse una vocina che dice: “Un momento, qui c’è qualcosa che non va.”


Il fatto è che questa percezione è un incontro. Non è soltanto quella persona che si manifesta, sono anche io che mi risveglio ad essa - esattamente come quando, salendo di stato, mi accorgo che nel bar dove sto bevendo la mia birra, tutto identificato nel discorso ‘importante’ che sto facendo, improvvisamente mi accorgo che c’è una musica, la mia preferita.


La musica c’è sempre stata. Io mi risveglio ad essa.

Posso risvegliarmi alla presenza di un essere conscio grazie a qualcuno di questi momenti in cui ‘qualcosa non va’, non si manifesta come ci aspetteremmo. Un gesto, una parola, un silenzio.


Non tutti gli studenti di Gurdjieff, evidentemente, hanno avuto la stessa profonda impressione in quel momento: chi in misura maggiore, chi minore, dipendentemente dalla profondità del loro terzo stato.


Ogni persona che è nei Centri Superiori (e un essere conscio compiuto è permanentemente nei Centri Superiori) emana una certa energia, certi idrogeni elevati. E chi gli sta attorno, li riceve. Può comunque essere distratto, identificato, addormentato - e allora l’effetto sarà inavvertito, o addirittura nullo - a me è capitato di stare al sole abbastanza a lungo da provocarmi fastidiosissime scottature che mi hanno fatto male per giorni, senza rendermene conto sul momento.


Spesso, questa irradiazione, piano piano penetra la scorza di sonno dello studente, e questo si risveglia, abbastanza da poter vedere che c’è qualcosa che non va. E allora avviene l’Epifania.


Vista dal punto di vista dell’essere conscio, la situazione può essere espressa con: “Benvenuto! Ce ne hai messo del tempo!”

ecco il link al breve video (in inglese)


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