Comprendersi
- Il Ricordo di Sé
- 12 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Uno scambio recente con una persona mi ha fatto venire in mente un passaggio de 'L' Evoluzione Interiore dell'Uomo' di P. Ouspensky:
"Nelle conversazioni ordinarie diciamo spesso: comprendo ma non sono d'accordo. Dal punto di vista del sistema che studiamo questo è impossibile. Se comprendete una persona, siete d'accordo con lei; se non siete d'accordo, non la comprendete. È difficile accettare questa idea, e questo significa che è difficile comprenderla".
Nel secondo stato di consapevolezza (il sonno di veglia, che caratterizza la quasi totalità della nostra vita), viviamo nella prigione di un 'centro di gravità', di un 'tipo di corpo' e di una 'personalità' differenti. Tutto questo, insieme al vissuto e le esperienze personali, definisce un modo preciso di vedere il mondo, e spiega le inevitabili incomprensioni che si possono creare con altre persone.
Anche quando pensiamo di essere d'accordo, se siamo un po' meno identificati, è possibile osservare i costanti 'io opposti' ('è vero ma..', 'capisco, anche se...') che si generano dentro di noi e che ci impediscono di comprendere davvero ciò che sta dietro le parole.
Così i modi decisi del tipo marziale appariranno maleducati al gentile e timido lunare. Per una persona il cui centro di gravità è emozionale la felicità sarà stare con le persone, per un centro istintivo sarà starsene da solo. Le differenze di abitudini delle varie regioni geografiche vanno a creare ulteriori divisioni attraverso la personalità creata con l'educazione.
Possiamo vedere la stessa cosa a livello planetario, con guerre e crisi politiche che nascono dallo stesso principio. Oppure dentro di noi, quando sentiamo il conflitto di io che derivano da centri diversi.
Poiché nella Quarta Via la comprensione è data dalla somma di conoscenza ed essere, anche con la conoscenza di ciò che è scritto sopra, essa manca, se non c'è il livello di essere che ha verificato la teoria, e che si connette al ricordo di sé. E anche il livello di essere in relazione a un'idea varia da una persona all'altra, o da momento all'altro.
Così, a ben guardare, la realtà coincide con la confusione biblica della Torre di Babele. È una situazione così drammatica che può sfociare nel comico.
La sua realizzazione è parte di quella mancanza di senso che potrebbe formare il 'centro magnetico', invitando, a suo tempo, a cercare una scuola e un maestro, ossia un punto di vista oggettivo, che proviene da influenze superiori, e che dà l'opportunità di liberarsi con il tempo dall'identificazione profonda che si ha con se stessi, con i propri limitati punti di vista e opinioni.
Certo un percorso di risveglio non risolve la situazione facendo essere d'accordo con tutti eliminando contraddizioni e incomprensioni. In realtà le porta ancora più fuori attraverso un processo profondo di auto osservazione. Da qui si arriva a comprendere la necessità di spostare la propria identità su un altro livello, da ciò che è osservato in ciò che osserva, dal livello dei centri inferiori a quello dei centri superiori.
Uno stato di presenza profondo è la comprensione più alta: esso è inclusivo, vedendo le contraddizioni come punti diversi sulla stessa circonferenza, e porta scala su tutto ciò che viviamo, come quando, seduti su un aereo guardiamo dal finestrino i tetti lontani che sorvoliamo, e magari immaginando, come formichine, persone che discutono dentro quelle casette, riusciamo a vedere le loro opinioni per quello che sono. E, come in uno specchio, possiamo vederlo in noi stessi.








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