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  • Immagine del redattoreIl Ricordo di Sé

Cosa succede nel sonno

La vita di una persona ‘ordinaria’, come la definì Ouspensky (penso che ci tenesse a evitare il termine ‘normale’, perché nelle nostre vite di normale in effetti non c’è nulla), si svolge nel sonno. In questo momento mi piacerebbe esprimere, con forza, quanto questo sia letteralmente e profondamente vero, ma non possiedo le parole magiche che possano rendere questa idea chiara a tutti nella sua pienezza, e nei suoi terribili corollari.

Nel sonno non si ha controllo né dell’ambiente, né delle proprie reazioni all’ambiente. Succedono cose, di cui siamo prigionieri. Reagiamo in modi prestabiliti, sui quali non abbiamo scelta e di cui nemmeno ci rendiamo conto.Se nella persona ordinaria la vita è fatta interamente di sonno, con forse tre o quattro episodi di veglia, in quella di chi fa un serio lavoro di scuola la presenza, in vari gradi, comincia a fare breccia in modo più frequente. Questo tuttavia non significa che la sua vita è a quel punto diventata cosciente. Diciamo che invece che rappresentare uno 0,0001% della sua vita, lo stato di veglia comincia a coprire un 5, un 10% della sua vita, delle sue scelte e azioni.

Questo è già da considerarsi un risultato enorme.

Come si intuisce dalla piccolezza dei numeri, tuttavia, il restante 90% o 95% continua ad essere agito in modo totalmente inconsapevole. Questo significa che si continuerà a fare scelte folli, a procurare sofferenza a sé e agli altri, a girare in tondo come burattini impazziti. Con la differenza che di tanto in tanto i nostri occhi saranno aperti, giusto in tempo per assistere a questo desolante spettacolo.Sono 34 anni che faccio questo lavoro in una scuola. A questi se ne aggiungano dieci in cui ho provato, con scarsissimi risultati, a fare da solo.

Ogni giorno scopro nuove forme di meccanicità, mi accorgo di essere una di queste marionette impazzite. Posso anzi dire che le forme di meccanicità che scopro in me aumentano, sia in numero che in gravità. Forse, proprio per via del lavoro svolto, sono oggi in grado di vedere cose che in passato non avrei sopportato e che quindi ho respinto. Questo significa che dopo 44 anni di sforzi, ho guadagnato il possesso di una frazione del mio tempo, e per il resto rimango fondamentalmente quello di prima.

Ne è valsa la pena? Certamente. Ringrazio la mia sfacciata fortuna che mi ha condotto su questo sentiero, e ringrazio ogni secondo di quei momenti in cui, miracolosamente, vengo destato dai morti e prendo a vivere. Tutto quello che mi interessa è aumentarli e renderli più profondi. In un certo senso, il tempo migliore della mia vita comincia ora.

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