Eppur si muove
- Il Ricordo di Sé
- 16 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Ho visto un reel, uno dei tanti sul genere, dove si vede il time lapse di una pianta sofferente poiché esposta al sole estremo di mezzogiorno, poi riportata all'ombra e idratata, che in mezz'ora si risolleva con un gesto meraviglioso dei fiori e delle foglie.
Immagino come cambierebbe la mia percezione delle piante se vivessi nel loro tempo, se riuscissi a notare i loro movimenti lungo l'arco della giornata. Sarebbe probabilmente come vivere nel mondo delle meraviglie di Alice.
In realtà tutto ha il suo tempo, e nel suo tempo si muove e si relaziona con la realtà circostante. Persino le rocce. La foto del post raffigura le Trovant, che si trovano in vari siti in Romania. Si tratta di particolari rocce in grado di spostarsi, crescere e moltiplicarsi per l'espansione irregolare del loro volume, dovuta alla composizione minerale che si deposita con l'azione dell'acqua piovana.
L'assumere che il mondo che ci circonda non sia vivo è un limite della nostra percezione, e un aspetto del sonno in cui siamo intrappolati.
Anche in relazione ai momenti che viviamo, alcuni li giudichiamo non degni della nostra attenzione e presenza poiché statici. Consideriamo vivo solo ciò di cui percepiamo il movimento, che è dinamico.
La conseguenza è che per la maggior parte della nostra vita troviamo più interessante l'immaginazione (il fluire costante di pensieri, emozioni e sensazioni, il film interiore che ci ipnotizza) rispetto a quello che è davanti a noi.
Qualche 'io' potrebbe argomentare che l'esistenza di ciò che ci circonda è definita da un'intelligenza adattativa, mentre gli esseri umani possiedono un'intelligenza più complessa, creativa, con più capacità di risolvere problemi.
Certo il numero di centri o cervelli è differente: mondo vegetale e animale ne hanno uno o due (istintivo/motorio e in qualche caso, un accenno di emozionale, come i cani), noi abbiamo anche un centro intellettuale.
Se consideriamo che il centro emozionale e quello intellettuale sono nella gran parte dei casi sottosviluppati rispetto al loro potenziale, e che, sono pur sempre un meccanismo stimolo risposta, si può affermare che al livello delle funzioni non c'è tutta questa differenza.
La consapevolezza è un'altra cosa.








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