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  • Immagine del redattoreIl Ricordo di Sé

fante di fiori

(di Giacomo Bardazzi)

Il seme dei fiori si riferisce al centro istintivo che, al contrario degli altri centri i quali devono essere educati, è già sviluppato alla nascita, in quanto necessario per la sopravvivenza. In special modo è il caso della carta di cui trattiamo oggi.

Il fante di fiori è infatti il macchinario di base - esso continua a lavorare anche nel punto più basso del primo stato (lo stato di quando la notte dormiamo) e si 'spegne' solo con la morte della macchina.

Si occupa quindi delle funzioni biologiche come la creazione di nuove cellule, la digestione, il battito cardiaco e la circolazione del sangue, la respirazione, il funzionamento degli organi interni, e tutti quei processi che accadono da soli.

Quando andiamo a fare una visita medica generale, misurandoci la pressione e facendoci un elettrocardiogramma, il dottore ci ispeziona questa carta.

Ci rendiamo conto della sua esistenza quando dobbiamo tagliarci le unghie o i capelli.

Per questo si può dire che non si può portare nessuna forma di consapevolezza nelle funzioni di questa carta - non è possibile per esempio farsi crescere la barba intenzionalmente.

Ognuno di noi ha tutte le carte, ma una di queste rappresenta il nostro centro di gravità meccanico, che è utile conoscere e verificare in un lavoro interiore in quanto ci dice molto su cosa consideriamo importante e quindi, su che cosa ci tiene più addormentati.

È buono prendere ciò che segue non in modo formatorio, come le descrizioni del genere possono risultare, ma come semplici linee guida per l'osservazione. Ricordando che questa conoscenza è una mappa che serve a prendere le distanze dalla macchina, non a identificarsi con essa.

Le persone che hanno il centro di gravità nel fante di fiori sono in genere tranquille, emanano un'energia quieta, non amano molto parlare, indipendentemente dal tipo di corpo, sono conservative, apprezzando la routine dell'abitudine. Questo è il motivo per cui sono meccanicamente molto affidabili e regolari. Sono legati ai piaceri istintivi semplici, come un buon pasto (non troppo elaborato e spesso lo stesso), stare comodi, non prediligono i cambiamenti. Anche sul lavoro quando qualcosa va storto o non secondo il programma, potrebbero trovarsi in difficoltà, poiché la situazione avrebbe bisogno di altre carte in supporto.

Persone che svolgono professioni come guardiani notturni, custodi di museo o casellanti potrebbero essere centrati in questa carta.

In genere un fante tende lavorare con gli altri fanti, come quando si mangia senza nessuna attenzione, facendo allo stesso tempo zapping col telecomando, e parlando del più e del meno con un'altra persona alla tavola senza nemmeno guardarla negli occhi.

Il fante si divide in 2, 3 e 4 di fiori, che ne rappresentano rispettivamente la parte istintivo motoria, la parte emozionale, e la parte intellettuale.

Questa suddivisione richiede anni di osservazioni, nostre e di altri che fanno il il lavoro con noi, altrimenti rimarrà teoria. Il consiglio è quindi di cominciare dalla carta nella sua totalità, e avere pazienza.

In generale si può dire che un due di fiori incrementerà le caratteristiche descritte sopra. Un 3 di fiori considererà importante anche un aspetto emozionale nelle sue esperienze, ma saranno bisogni semplici, non necessiteranno l'identificazione' o la 'complessità' di una regina o di un centro emozionale. Un 4 di fiori avrà fra le sue necessità anche un aspetto intellettuale: sarà interessato a leggere gli ingredienti di un cibo, ma la cosa non sarà rilevante nella decisione di mangiarlo. Avrà 'io' di prendere un libro, ma non riuscirà ad andare molto avanti, senza ricorrere ad altre carte.

Sia nel 3 che nel 4 il bisogno o le reazioni emozionali e intellettuali vengono dopo quelli istintivi.

Si capisce che questa carta è fondamentale nelle sue funzioni, ma nel momento in cui prende le decisioni in campi che non le competono - per esempio il lavoro su di sé - limita la nostra direzione. È quindi utile per persone con questo centro di gravità, circondarsi di scopi che rendano la vita più emozionale e che richiamino le parti intellettuali, sia bilanciando il lavoro dei centri, che lavorando sul ricordo di sé, cosicché, da uno stato più alto, possiamo, come Alice, dire: 'Non siete altro che un mazzo di carte!'

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