Fraintendimenti
- Il Ricordo di Sé
- 3 giorni fa
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Rilke scrive che noi umani, “Di casa nel mondo interpretato, non diamo affidamento.”
Come spesso nel suo caso, la descrizione è di un’esattezza tagliente. La nostra casa non è un luogo, ma un sistema di interpretazioni.
Che non è uguale per tutti, ma in parte individuale o, in una certa misura, di gruppo. Ciascuno di noi abita la propria giungla personale, ed è un’avventura venire a contatto con un’altra giungla, stabilire una connessione con un altro individuo.
Uno dei vantaggi della pressione esercitata su di noi dalle fasi lunari (domani è luna nuova, si può già osservare), è che ci mostra le oscillazioni nella nostra capacità di interpretare i segnali altrui.
Nel corso degli anni ho imparato a riconoscere quelli che tra me e me chiamo ‘i fraintendimenti da luna’: i pasticci e malintesi, degni di una storia comica, che si generano grazie al fatto che, sotto l’influsso di una forte fase lunare, siamo più identificati con i nostri propri io. “Ah, questo intendevi?” “Io avevo proprio capito il contrario.” “Non ho mai detto questo.” “Ma sì che l’hai detto proprio…” “Ma l’ho detto non in quel senso…”
Diciamo che, invece di limitarsi a formare un velo che ci separa parzialmente dalla realtà, talvolta gli io si addensano a costituire un vero e proprio muro che ci isola.
Dato che questo velo - o muro - degli io si trova ad essere ora più spesso, ora più sottile, possiamo accorgerci, grazie alle sue variazioni, che esiste.
Viene in mente un altro essere conscio, Eraclito: “Per i risvegliati c'è un cosmo unico e comune, ma ciascuno dei dormienti si involge in un mondo proprio.”
Ecco la misura del nostro sonno: più siamo involti in un mondo nostro, più dormiamo.
Come abbiamo avuto modo di scrivere molte volte, il risveglio è caratterizzato dalla massima attenzione verso il mondo esterno e dall’assenza di quello che potremmo chiamare introspezione. Come ammonisce il mio maestro: cercare di essere interessati al presente più che ai propri io.
Puoi risvegliarti maggiormente al presente, proprio ora (non c’è mai un altro momento). Pur continuando a leggere, puoi sentire il tuo corpo. Il peso sulla sedia, la sua temperatura. I colori attorno a te. Rumori di fondo. C’è qualcuno, qualcosa, che si muove nell’ambiente dove ti trovi? E il tuo cuore è leggero, pesante, hai fretta, hai delle tensioni?
Puoi fare una pausa. Non per ‘riflettere’, ma per assaporare, riducendo il mondo interpretato e cercando di assorbire la realtà usando i sensi, ma senza perdersi in essi.
Come scrisse Gurdjieff, “La vita è reale solo quando ‘Io Sono’”.




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