Idrogeni
- Il Ricordo di Sé
- 12 lug
- Tempo di lettura: 3 min

Sono impegnato queste settimane nell’attività di rimettere a posto una casa di campagna, che ha bisogno di qualche lavoro di sistemazione. Passo molto tempo tra viti, bulloni, negozi di ferramenta. Ho sporcato di vernice tutte le mie magliette, così che faccio fatica a trovarne una non rovinata quando vado “in città”.
Sono anche in un posto molto bello, tra colline antiche decorate di vitigni. Quando alzo gli occhi dal listello di legno che sto sistemando, vedo i verdi vibranti della natura attraverso la finestra.
La differenza di energia tra il tavolo pieno di attrezzi e il mondo naturale è nettamente percepibile. Posso vedere come le impressioni siano cibo, entrino in me nutrendo certe parti. Benché usare martello e pinze mi sia indispensabile in questo momento (e utilizzabile come strumento per la presenza, in quanto prestare attenzione a un lavoro manuale, cercare di farlo al meglio, è un metodo per trovare e mantenere lo stato), il mondo naturale offre un nutrimento di natura superiore, poiché appartiene a un mondo diverso.
Questa è la differenza tra il mondo 48, la personalità e il mondo 24, l’essenza.
Molte persone in questo periodo dell’anno vanno in vacanza, spesso in qualche posto naturale, dove la relazione col mondo 24, che per molti è carente, viene ristabilita. Tutte le persone malnutrite da traffico, lavori stressanti, inquinamento e tensione, ricercano un contatto con la natura e un ritmo diverso. Il senso di benessere che si prova è quello dell’essenza che viene risvegliata da una sorta di letargo (Anche se non per tutti essenza equivale a mondo naturale, ma il discorso diventerebbe lungo per questo post).
L’idrogeno 24 è una sostanza fondamentale per allineare la macchina allo stato di presenza. In parole più semplici, occorre che l’essenza si svegli per poter compiere il passo successivo, che è quello di entrare in contatto coi Centri Superiori.
Esistono due livelli nell’esperienza dei Centri Superiori, chiamati mondo 12 e mondo 6.
Guardando dalla finestra assorbo le vibrazioni del mondo naturale, idrogeno 24. Perché in me si produca idrogeno 12, occorre che ci sia il ricordo di sé. “Io sono qui, io guardo.”
Se riesco a innescare questa produzione di idrogeno 12, immediatamente sentirò un qualche tipo di emozione legata alla bellezza di ciò che mi sta intorno. Sarò interessato a ciò che vedo, deliziato dei dettagli, forme, colori. Non sarò distratto dai miei propri pensieri, che incessantemente tendono a portar via dal momento. Assumerò un ritmo del mio fare, dei miei movimenti, attivo ma non eccessivamente veloce, che sarà in sincrono con la mia capacità di ricevere impressioni ed essere presente a esse. Il mio essere sarà nel Centro Emozionale Superiore, uno degli aspetti dell’anima.
Se poi stanotte ricorderò di uscire e rivolgere lo sguardo verso il cielo stellato, potrei sperimentare una sorta di vertigine nel realizzare la minuscola scala del mio essere, la sua virtuale inesistenza nella scala dei grandi corpi celesti. Lo stesso sistema solare in cui mi trovo, così mostruosamente enorme se confrontato col mio corpo fisico, non è che un puntino insignificante ai margini di una galassia tra le tante, tantissime. Probabilmente sentirò di non comprendere, di non sapere veramente dove mi trovo, confinato in uno posto e in una dimensione spaziale e temporale che non mi consentono di capire cosa sta succedendo, un po’ come se una formica si trovasse a camminare per un secondo vicino allo schermo di un cinema e in quell’angolo del pavimento, in quel secondo, si mettesse in testa di poter comprendere il film.
La sensazione che proverei in quel momento sarebbe più intensa, più mistica e anche più severa di quella che si accompagna all’esperienza del mondo 12. Uno sguardo che abbraccia non più solo il mondo “come lo vedo io”, ma accoglie impressioni che vanno oltre la scala del mio corpo, la durata della mia vita, e portano quindi inevitabilmente con loro anche un senso di morte, di una realtà che esiste e continua indipendentemente dal mio esserci. Questa alta esperienza mistica è il modo più alto in cui mi sia consentito di toccare la realtà. È il Centro Intellettuale Superiore, mondo 6.




Commenti