top of page
  • Immagine del redattoreIl Ricordo di Sé

Il Ricordo di Sé

È il mozzo della ruota, l'aspetto più importante del sistema. L'idea e la pratica a cui ritornare in ogni momento che ci viene dato di ricordare di ricordarsi.

Una volta che lo si verifica, che si verifica un terzo stato di consapevolezza, diventa un salvavita, poiché c'è un senso di casa a cui ritornare che prima non c'era.

Anche nei momenti di confusione, o di identificazione, la via di uscita è alla distanza di uno sforzo per essere lì, qualunque cosa accada. Da un certo punto di vista il chiamarlo sforzo riduce le sue potenzialità. È più un atto di amore. Ricordare di esserci, di fare parte di uno spettacolo che accade con o senza di noi.

Ad uno studente che diceva di essere in intervallo con il ricordo di sé il mio maestro replicò che era colpito, perché si tratta di uno sforzo secondo per secondo.

Non importa dove siamo, si può sempre ripartire da qui: anche notare un dettaglio che non si era visto prima con la consapevolezza di noi che lo stiamo guardando ci riporta al momento. Trovare ciò che ci circonda più interessante della nostra immaginazione è un vecchio consiglio del mio maestro. Guardare davvero. Vedere noi stessi che guardiamo qualcosa rispetto al solo guardare qualcosa è ciò che definisce la differenza tra attenzione divisa (l'aspetto tecnico del ricordo di sé) e identificazione.

Tutto il resto del sistema ha senso solo partendo dal ricordo di sé. Altrimenti rimane teoria.

Se prendiamo l'altro pilastro del sistema, la trasformazione della sofferenza e delle emozioni negative, si comprende che senza uno stato di presenza già in piedi non è possibile lavorarci o nemmeno comprenderne la portata. Le emozioni sono troppo veloci da gestire nel sonno, troppo intense.

Un aspetto che mi è utile è ricordare di non avere aspettative, poiché il ricordo di sé è vasto. E ogni sforzo fatto in quella direzione contiene anche solo un po' di quell'idrogeno 12 che costituisce il terzo stato di consapevolezza. In ogni sforzo si impara a riconoscere quel sapore.

È qui che il lavoro penetra l'essenza.

"Ricorda te stesso sempre e ovunque."

Gurdjieff

5 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Comments


bottom of page