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  • Immagine del redattoreIl Ricordo di Sé

Interazioni con il maestro

Non sono particolarmente vicino al mio maestro. Non faccio parte della cerchia che trascorre molto tempo con lui, viaggia con lui, interagisce quotidianamente. Tuttavia, quasi ogni incontro, anche se breve, apparentemente casuale e senza scambio di parole, si trasforma in una lezione che ricorderò per sempre.

Potrei citare molti aneddoti. Basti questo per tutti.

C’era un periodo in cui andavo ogni fine settimana a dei ricevimenti a cui partecipava forse un centinaio di studenti. Anche il maestro, a un certo punto compariva, facendosi avanti silenzioso e veloce e introducendosi in modo piuttosto invisibile tra i partecipanti.

Mi ero dato lo scopo di essere presente quanto più possibile a questi ricevimenti. Ma era difficile: si passava da un incontro all’altro, da una conversazione all’altra: un vecchio amico che non vedevo da tempo, la persona che mi faceva domande difficili, quella che mi piaceva troppo… Prima o poi ricadevo nell’identificazione.

Proprio nel momento in cui cadevo nel sonno - lo notai soltanto dopo alcune volte che questo accadeva - il maestro passava dietro di me senza che me ne accorgessi, e mi serrava la spalla per un istante con la mano.

Il mio scopo di essere sempre presente durante l’intero ricevimento si rafforzò ancora di più. Lo presi come una sfida. “La prossima volta, quando passerà, mi troverà ben sveglio.” Ricordo distintamente una volta che, seduto su una poltrona, lo vidi entrare nella stanza. “Stavolta non mi frega.” E invece, appena un minuto dopo, ecco che una stretta sulla spalla mi rivelò che ero ripiombato nel sonno.

Come nelle favole, questa storia ha un lieto fine. Una volta riuscii a restare presente. E quella volta, sentii che qualcuno, dietro alle mie spalle, invece della stretta mi passava una invisibile, delicata carezza.

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