Profondo e pratico
- Il Ricordo di Sé
- 24 set 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Sto cominciando a studiare l’induismo. Piano piano, mi ci vorrà del tempo per familiarizzarmi. Per ora leggo qualche libro, assorbo qualche termine, cerco di riconoscere le varie divinità e i concetti principali.
Come sa chi ci segue, io, così come gli altri amministratori, sono studente di una scuola dove si praticano gli insegnamenti di Gurdjieff. Tuttavia non esito a dire che, per la mia comprensione, i Veda sono più profondi di quanto ha detto e insegnato Gurdjieff. (Anche per questo l’insegnamento del nostro maestro incorpora testi e pratiche provenienti dalle più svariate tradizioni, lontane nello spazio e nel tempo, accomunate da una sola cosa: la loro origine conscia).
I Veda mi appaiono in questo momento come una fonte originaria, molto vicina a quella che alcuni definiscono “tradizione primordiale.” Parlano della realtà in modo altissimo, simile a quello descritto dal nostro maestro. È stato per me curioso notare come la tradizione che ha espresso i Veda non abbia lasciato edifici o manufatti; nessun’altra traccia se non quella verbale. Viaggiando e visitando l’India ho sempre visto templi che corrispondono grossomodo al nostro periodo medioevale, mai precedenti. Eppure è chiarissimo, anche osservando e seguendo l’albero formato dalle etimologie di certe parole, che i Veda stanno alla base, e generano molti rami, ad esempio quello della cultura greca. (Ho una mia idea sul perché questo periodo profondissimo dell’umanità non abbia lasciato traccia, ma questo ci porterebbe lontano, e inoltre non sono sicuro delle mie teorie al riguardo).
Dovrei dunque dire alle persone che ci seguono di dedicarsi all’induismo e lasciar perdere Gurdjieff? Certamente no.
Le cose che riesco ad afferrare di quella tradizione, le devo alla mia lunga pratica dell’insegnamento di quarta via, e successivamente a quello specifico del mio maestro. Riconosco elementi familiari, anche se nascosti sotto il travestimento di un altro nome, di un’altra lingua. (Se ha squame, se respira nell’acqua e fuori dall’acqua soffoca, se si muove nuotando con un movimento ondulato, allora è un pesce, qualunque nome il libro gli abbia dato).
Gurdjieff è pratico per l’occidente moderno. Ha saputo leggere i limiti della società occidentale moderna, e ha posto correttivi specifici. Per chi non sa dei molti io (in maniera pratica, soffrendoli quotidianamente), per chi non comprende la differenza tra ciò che Gurdjieff appropriatamente chiamò “la macchina” e ciò che innumerevoli tradizioni definiscono “il Sé”, la lettura dei Veda rimane intellettuale, slegata dalla propria vita e, alla fine, fuorviante e generatrice di immaginazione.
Immaginate una guerra devastante che riduca l’umanità a pochi superstiti ignoranti, che perdono in tre o quattro generazioni la capacità tecnologica, l’abilità di creare strumenti, macchine, e piano piano dimenticano della stessa esistenza di cose come il computer, l’automobile, l’aereo, l’energia elettrica e via dicendo.
Qualcuno di questi selvaggi che trovasse un libro, diciamo un manuale tecnico che illustra la manutenzione di un motore a 8 valvole, non potrebbe trovarlo pratico. Gli sarebbe evidente che la persona che lo ha scritto possiede delle conoscenze cha lui non ha, e forse potrebbe pervenire a delle spiegazioni immaginarie su cosa quel libro insegna, riportandole a qualche aspetto della sua realtà. Ma per comprendere quel libro occorre una preparazione particolare - esattamente come occorre una preparazione particolare per comprendere il comando “Per favore, accendi la luce”. Bisogna conoscere l’energia elettrica, avere almeno una vaga idea di cosa sia un impianto elettrico, riconoscere un interruttore, e sapere che premendolo con un dito un impulso arriverà a un oggetto lontano - una lampadina - e luce sarà.
È mia impressione che noi siamo in generale incapaci di rendere pratici testi come i Veda. Possiamo leggerli e averne fantasie, ma molto difficilmente farli diventare carne e sangue. Occorrono passaggi intermedi, occorre la genialità divulgativa di un Gurdjieff.
Occorre anche sapere che quello è un gradino; che si può salire oltre - ricordando che la vita è breve, e forse una non sarà sufficiente nemmeno a completare i corsi preparatori di Mr. Georges Ivanovic Gurdjieff.








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