La natura degli shock
- Il Ricordo di Sé
- 12 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Inizio a scrivere questo post perché è mancata la corrente.
Dopo qualche secondo in cui sono passate velocemente nella mia mente le cose che adesso non posso fare, sono subito spuntate altre possibilità: ci sono cose che posso fare, ad esempio scrivere questo post.
Questo semplice avvenimento ha bloccato certe linee di azione, e ne ha stimolate altre. Ha cambiato il corso della mia mattinata.
Ogni avvenimento nell’universo, grande o piccolo, è la nota di un’ottava - cioè è parte di un processo più grande.
Possiamo visualizzare le ottave come catene di avvenimenti, che formano dei ‘raggi’, delle linee di azione. (Linee non rettilinee e non continue, al contrario stortine e acciaccate, ma questa è un’altra storia).
È inevitabile che questi raggi, provenienti da tutte le direzioni e diretti verso tutte le direzioni, si scontrino continuamente.
Quando un’ottava si scontra con un’altra, a seconda di quali sono i punti di contatto, possono succedere diverse cose:
- 1) La prima ottava potrebbe aiutare la seconda a proseguire, laddove da sola si sarebbe invece fermata (sto sorseggiando un caffè, che mi consente di continuare a pensare, invece di cadere in uno stato semiletargico).
Giusto incidentalmente, tra le innumerevoli ottave che hanno reso possibile l’ottava del mio caffè, possiamo elencare: l’ottava della scoperta che il chicco di caffè può essere reso bevanda; l’ottava di aver reso disponibile il caffè in Europa attraverso viaggi e commerci; l’invenzione della moka da parte dell’Ingegner Bialetti, che ebbe un’intuizione osservando alcune lavandaie al fiume; la lezione che ho ricevuto dai miei genitori su come si prepara un caffè; il fatto di essere andato al negozio a comprarne un pacchetto; l’aver imparato come si compra qualcosa in un negozio; il venire a sapere dove è il negozio; l’avere una forma di introito che mi fornisce i soldi per acquistarlo; il fatto che ci siano industrie che raccolgono, torrefanno e impacchettano; l’ottava del camion che ha consegnato il caffè al negozio; l’ottava di qualcuno che previdentemente aveva acquistato un accendino da tenere in cucina per quando manca la corrente; l’arte di fabbricare tazzine; l’ottava istintiva del mio corpo che a una certa ora sente una determinata mancanza, l’abitudine di supplire a questa sensazione di mancanza con un eccitante, e infinite altre.
- 2) La prima ottava può bloccare o annullare la seconda (Il documento che stavo preparando, che ha bisogno di dati presenti in rete, è bloccato).
- 3) La prima ottava può far deviare la seconda, distorcerne la natura. (Parto per una salutare camminata tonificante di tre ore, dopo cinque minuti vedo una pasticceria e mi siedo a mangiare 4 bigné).
Dal punto di vista dell’ottava che riceve, quella incidente rappresenta uno shock.
Questo effetto di bloccare, deviare o far proseguire un altro processo viene appunto chiamato shock.
Quando uno shock accade possiamo applicare diversi atteggiamenti. Manca la corrente: posso imprecare, piangere, gioire, andare a fare una passeggiata, cercare qualcos’altro da fare e così via. A seconda dell’atteggiamento applicato, che sia questo consapevole o meccanico, lo shock verrà a rappresentare via via qualcosa di diverso: una sfortuna, una fortuna, una punizione divina, un’opportunità, un episodio divertente, una piccolezza, una tragedia, e via dicendo.
Si dice che la chimica Marie Curie, quando vide andare in fiamme per un incidente il laboratorio a cui aveva dedicato tutta una vita, andare in fumo i soldi investiti, gli esperimenti fatti, la raccolta di dati, avesse detto al marito: “Ora potremo costruirne uno migliore, esattamente organizzato come desideriamo.”
Avere in tasca, nel proprio armamentario, un atteggiamento appropriato, una “Terza Forza” utile al lavoro, rappresenta ciò che Buddha disse in maniera semplice e oggettiva:
“Impara a rispondere, anziché reagire.”
La giusta risposta a un avvenimento è magia, in quanto prende un evento del Mondo 48 e lo solleva ai mondi 12 o 6, trasformando il mondano in sacro. Il “Mondo”, in molte tradizioni, incluso l’ambito monastico dei primi cristiani, indica, assieme al suo sinonimo “Le Passioni”, le risposte meccaniche agli eventi.
Voglio citare il mio amato Hafez, che rende il concetto nel modo più poetico immaginabile:
“Io che soffrivo il respiro degli angeli,
Il clamore del mondo sopporto per amor Tuo.”
Quando il mio maestro utilizza la parola shock, indica sempre qualcosa che ha l’effetto di risvegliare. Il momento in cui L’ottava della Presenza incrocia e dissipa l’ottava del Sonno.
Questo, perché il suo atteggiamento costante è quello di mantenere e approfondire lo stato di presenza.
Una foglia che cade, una scritta sul muro, la corrente che manca, una telefonata, un rumore improvviso, un fiore, una nuvola, un gatto che salta, la puntura di un insetto, un oggetto che ci fa inciampare, qualcosa fuori posto, una cosa perduta o trovata, possono diventare quello che Gurdjieff definì “Fattore di Ricordo.” Basta predisporsi al fatto che non so cosa succederà nel prossimo secondo, ma so che potrò inserire la Terza Forza desiderata, usare qualsiasi cosa accada per i miei scopi.
Datemi una leva, e solleverò il mondo.








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