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La puntura di una zanzara

  • Immagine del redattore: Il Ricordo di Sé
    Il Ricordo di Sé
  • 20 ago 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

L'esercizio della settimana, stamattina, mi ha portato a prestare attenzione a qualcosa di molto piccolo: la puntura di una zanzara. Un fastidio minimo, ma non da sottovalutare.


Sentire quel prurito e usarlo come un promemoria del ricordo di sé — come un piccolo campanellino che ci riporta al presente — è un’opportunità inaspettata. Come diceva Dante, "poca favilla gran fiamma seconda", e anche un pizzico di prurito può accendere una consapevolezza più ampia. Ouspensky osservava che, se viene meno l’attrito, finisce anche il ricordo di sé, poiché, se utilizzato per il lavoro, può ancorarci al momento presente, fuori dall'immaginazione.


Un altro aspetto del lavorare con i piccoli attriti è il riconoscerne la necessità, vederli come parte essenziale e inevitabile di un disegno più grande.


Qualche giorno fa parlavo con un'amica del fatto che ogni cosa abbia un suo posto nell’universo. Lei, con un pizzico d’ironia, ha osservato che non tutto ha un ruolo — per esempio, le zanzare, che a suo avviso andrebbero eliminate. Questo mi ha spinto a chiedermi quale sia davvero il ruolo delle zanzare nella catena alimentare. E naturalmente ho scoperto che anche loro rappresentano un mattoncino fastidioso ma necessario.


In breve:


Sono fonte di cibo fondamentale per pesci, girini, libellule, rondini, pipistrelli, ragni, rane, vespe, coleotteri.


Sebbene le femmine si nutrano di sangue per deporre le uova, sia maschi che femmine si nutrono soprattutto di nettare e contribuiscono così all’impollinazione.


Le larve filtrano microorganismi e detriti nelle acque stagnanti, partecipando al ciclo dei nutrienti negli ecosistemi acquatici.


Alcuni scienziati ipotizzano che, attraverso la trasmissione di malattie, le zanzare abbiano anche un ruolo nella regolazione delle popolazioni animali — compresa quella umana.

Se allarghiamo la visione, possiamo vedere che ogni cosa in natura ha un ruolo preciso e necessario. E se questo vale per la natura, vale anche per la nostra vita, esteriore e interiore, e gli eventi della quotidianità. Nulla può essere considerato veramente inutile o sbagliato.


Tutto è necessario. Parafrasando Gurdjieff: se una sola cosa fosse diversa, allora tutto il resto dovrebbe essere diverso.


I nostri centri inferiori sono fatti per discernere, per giudicare il bello e il brutto, il buono e il cattivo, l'utile e l'inutile. Non potremmo vivere su questo pianeta senza la capacità di discernere.


Ma i centri superiori esistono in una dimensione di unità, dove tutto è collegato. Dove anche una zanzara diventa un piccolo maestro di consapevolezza.

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