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  • Immagine del redattoreIl Ricordo di Sé

la Torre di Babele

(di Vale Lama)

Perché non ci si capisce?

Nella Bibbia si racconta di come gli uomini, che erano inizialmente un solo popolo, cercassero di costruire una torre altissima per farsi un nome, ma Dio volle che parlassero lingue diverse e non si comprendessero più, così essi cessarono di costruire la torre e si dispersero per tutta la terra.

In questa piccola e misteriosa storia, sembrano essere racchiuse tante verità di cui parla il sistema. Ognuno di noi può verificare la confusione delle lingue sulla propria scala e vedere che questo va ben al di là di fattori etnografici e culturali.

Nel sistema gli uomini vengono classificati come macchine con diversi funzionamenti che non dipendono dalla loro volontà ma dalle caratteristiche stesse della macchina: il body type (la carrozzeria), il centro di gravità, la caratteristica principale, l’alchimia. A seconda di queste caratteristiche, ciascuna macchina guarda il mondo in modo differente. Finché gli uomini rimangono al livello della macchina, non possono capirsi.

Se un centro istintivo dice a un centro emozionale: “Vado a letto. Buonanotte”, probabilmente intende semplicemente che ha consumato parecchie energie e ha bisogno di riposare. Ma è possibile che il centro emozionale lo capisca in tutt’altro modo: “Non gli interessa stare con me. Ho fatto qualcosa di sbagliato?”.

Una persona con alchimia più bassa potrebbe considerare una con alchimia più alta come altezzosa e perfino ingrata, invece di vedere il suo disagio. Viceversa, quella con alchimia più alta giudicherebbe l’altra come sciatta e pigra, senza riconoscerne le capacità.

Un marziale considererà un saturnino come un indeciso senza polso, dove l’uno si metterà a ponderare le diverse possibilità per raggiungere efficientemente l’obiettivo, l’altro vedrà con fastidio una mancanza di chiarezza e di azione.

E allora chi ha ragione? Cosa è meglio? La risposta è sempre la stessa: la Presenza.

Solo la Presenza ci permette di comprendere davvero al di là della confusione delle lingue. Sempre nella Bibbia, quando lo Spirito Santo scende sugli apostoli, essi acquistano la capacità di comprendere tutte le lingue.

Facendo un ulteriore passaggio, possiamo collegare questa idea ai concetti di considerazione interna ed esterna che regolano le nostre relazioni con gli altri.

Il lavoro su di sé insegna a sostituire la considerazione interna con quella esterna, ovvero la considerazione di sé attraverso quello che gli altri pensano o dovrebbero pensare di noi che è una forma di identificazione, con la capacità di considerare se stessi come parte del quadro che abbiamo di fronte insieme a tutto il resto con obiettività, quindi di capire gli altri e tenere conto anche delle loro necessità in misura uguale alle nostre.

Potremmo dire che quando consideriamo internamente siamo nella Torre di Babele, quando riusciamo a considerare esternamente, la superiamo e arriviamo al cielo.

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