Libero arbitrio
- Il Ricordo di Sé
- 12 mag
- Tempo di lettura: 4 min

La scorsa settimana c’è stata una domanda relativa al libero arbitrio. Se siamo così condizionati, ci sono casi in cui esiste il libero arbitrio?
Per quanto posso comprendere, questa è una domanda che richiede il collegare molte idee diverse tra loro, e non si conclude con un sì o con un no, ma con una lista di condizioni e rapporti.
Se dovessi rispondere in una botta immmediata, direi: “Molto poco, quasi nulla. Ma quel poco è determinante.”
Partiamo da Ouspensky, da La Quarta Via:
D. In che maniera siamo sotto l’influenza della luna?
R. La luna ha una parte importantissima nella nostra vita, o piuttosto nella vita della vita organica sulla terra. La luna controlla tutti i nostri movimenti. Se muovo il braccio, è la luna che lo muove, perché senza l ’influenza della luna ciò non può accadere. La luna è come il pendolo di un vecchio orologio e la vita organica è come il meccanismo dell’orologio che continua a funzionare per effetto di questo pendolo.
L’azione della luna nella nostra vita è puramente meccanica. Essa agisce per puro peso, e riceve energie superiori che a poco a poco la fanno viva. Se ricordate i quattro tipi di energia: energia meccanica, energia vitale, energia psichica ed energia conscia, allora la luna agisce con energia meccanica, come un enorme elettromagnete, attraendo la materia dell’anima. Quando riceve questa materia la sua temperatura cambia.
La luna si trova in uno stato assai basso, molto più basso di quello della terra.
Tutta la nostra meccanicità dipende dalla luna. Siamo come marionette mosse da fili, ma possiamo essere più liberi dalla luna o meno liberi.
Compreso questo, comprenderemo che la maniera per divenire più liberi sta nel non identificarci, nel non considerare, nel lottare contro emozioni negative, ecc. Attualmente non possiamo muovere un passo senza l’energia della luna; i fili non possono essere tagliati immediatamente, perché in tal caso le marionette semplicemente crollerebbero.
Prima è necessario imparare a muoversi. Tutta la gente addormentata è sotto l’influenza della luna. Essa non ha resistenza, ma se l’uomo si sviluppa, può gradualmente tagliare alcuni dei fili che sono indesiderabili e può aprirsi a influenze superiori. In questo modo può divenire libero dalla luna, se non totalmente, almeno notevolmente più di quanto è adesso.
Perché ci sia arbitrio, occorre identità. Attualmente, dice Ouspensky, “Non possiamo muovere un passo senza l’energia della luna.” E lo intende sia fisicamente che psicologicamente.
Chi ha avuto la possibilità di osservarsi (Quante gradazioni ci sono anche in questa parola, ‘osservarsi’), sa che quando siamo nello stato in cui ogni qualche secondo un nuovo ‘io’ si affaccia, l’idea di libero arbitrio è impensabile, poiché non c’è un’entità stabile che possa esercitare un arbitrio, ma piuttosto una folla dove si sente ora una voce ora l’altra.
Anche l’idea dei respingenti esclude il libero arbitrio. Se, dopo aver fatto qualcosa, riesco a negare a me stesso di averla fatta, o a giustificarmi per averla fatta, allora non ero libero né mentre la facevo, né ora che non ne so nulla.
Questa idea comincia ad affaccciarsi al livello del Maggiordomo. Quando, dopo un lungo e sincero lavoro di scuola, possiamo dire di avere formato un Maggiordomo, una parte della macchina che si è in qualche modo, se non unificata, coagulata - e che persegue il risveglio, allora questa parte può entrare in guerra con la macchina e opporsi alle sue follie.
Il Maggiordomo è un primo esercizio di libero arbitrio. Ma in quanti lo possiedono? Occorre lavoro reale, una scuola, tempo, aiuto. E la decisione prima, quel secondo in cui una persona decide, poniamo, di iniziare un lavoro di scuola? L’individuo non è ancora ‘sveglio’, è questa decisione libero arbitrio o no?
Il mio maestro la chiama ‘Fortuna.’
Inoltre, la guerra civile tra il Maggiordomo e la macchina è fatta di battaglie, alcune vinte e altre perse. Potete vedere una battaglia persa nell’immagine, dove il Maggiordomo Mosé rientra da un colloquio coi Centri Superiori e scopre che gli israeliti, gli io, si sono già dimenticati di tutto. Dopo la creazione di un Maggiordomo, la macchina non cessa di essere macchina; ha semplicemente trovato un’entità che cerca di contrastarla per uno scopo superiore.
La macchina leggerà queste imposizioni del Maggiordomo in modo rovesciato. Tenderà a interpretarle come i comandi di un tiranno dispotico, tese a limitare libertà, spontaneità e divertimento. Occorre prima vedere che non c’è libertà, non c’è spontaneità né divertimento, ma invece una coercizione a fare, a pensare, a dimenticare, a contraddirsi che solo con dei ‘NO!’ - non fare, non dire, non lamentarti, eccetera - può essere spezzata o limitata.
Ho già avuto modo di scriverlo nel mio libro ‘Una Mappa per il Risveglio’: la condizione di una persona addormentata che sta creando un Maggiordomo e prova a lavorare per risvegliarsi è simile a quella di un tossicodipendente in terapia: da una parte le istruzioni virtuose, dall’altra il desiderio di ricadere nella dipendenza, e il vederla a volte come l’unica possibile felicità. Dipende da dove il senso di identità delle persone cade in quel momento, ora si sta da una parte, ora dall’altra.
Quando viviamo dai Centri Superiori abbiamo libero arbitrio? Sì. Come si espresse Ouspensky, finalmente in essi esiste Unità, Consapevolezza, Volontà.




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