Qualche aforisma di Gurdjieff
- Il Ricordo di Sé
- 12 mag
- Tempo di lettura: 3 min

Indeciso su quale argomento affrontare nel post di oggi, sfoglio alcuni detti di Gurdjieff.
“A un uomo che non abbia ottenuto determinati risultati, non si può chiedere nulla. Non ci si può aspettare più di quel che ha.”
In effetti, un modo per valutare le persone è chiedersi: che cosa posso chiedere a questo individuo? Posso affidargli la cura di un oggetto, un progetto, un segreto? Se si rimane imparziali, si cominceranno a vedere i confini di quello che non può essere affidato, prestato, rivelato, poiché l’altro non è in grado di lavorarci. Questi confini definiscono la persona.
Senza azzardare giudizi di merito, vediamo tuttavia che gli individui si differenziano rispetto alla possibilità di evolvere.
Alcuni non hanno sviluppato abbastanza pensiero per desiderare di comprendere.
Altri sono identificati con questo o quell’aspetto della ‘Influenza A’; ovvero, soldi, sesso, piaceri, lavoro, carriera, matrimonio e altre convenzioni sociali.
Altri ancora hanno patologie psicologiche, mancano di un equilibrio interno.
Per alcuni, sono gli atteggiamenti a creare pattern ricorrenti che impediscono lo sviluppo. (Basta poco: ricordo un ragazzo che conoscevo, molto creativo e di talento, che ogni volta che gli veniva detto: facciamo questo progetto, sviluppiamo questa idea, aveva in mente qualcosa di migliore, di molto più completo, innovativo - e faticoso a realizzarsi, col risultato che mai nessuna delle sue idee vedeva la luce. Col tempo ho imparato a non credere alla fattibilità delle sue migliorie e a comprendere il proverbio che dice che “Il meglio è nemico del bene.”
Ognuno di noi si dibatte in simili difficoltà. Soltanto alcuni trovano, a volte in maniera apparentemente fortuita, un modo per uscire dal circolo vizioso del sonno.
Ecco un altro atteggiamento, in una certa misura comune a tutti, da una citazione di Gurdjieff:
“Alla gente sembra sempre che gli altri non facciano nulla come si dovrebbe, che gli altri facciano tutto sbagliato. Invariabilmente ognuno pensa che lui potrebbe fare meglio. Nessuno comprende né vuol comprendere che ciò che viene fatto attualmente in un certo modo — e soprattutto ciò che è stato già fatto — non poteva essere fatto altrimenti.”
Se non avesse detto… Se avesse fatto… Se fosse stato organizzato così… Come disse Ouspensky, il se… è la porta dell’immaginazione.
Se ci fate caso, i due aforismi parlano della stessa cosa.
La realtà è ineluttabile, causata da leggi a cui non si può sfuggire. Per quanto desideriamo che si adatti ai nostri gusti soggettivi (dettati anch’essi da una catena di ingranaggi ineluttabili), non possiamo piegarla ai nostri gusti, se non mettendoci in uno stato di illusione, allucinazione.
A volte gli atteggiamenti che ci bloccano sono di natura emozionale, e riguardano modi in cui boicottiamo la nostra possibilità di sviluppo, ritenendoci - consciamente o inconsciamente - incapaci, o troppo sfortunati.
Di nuovo Gurdjieff:
“Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.”
Un altro atteggiamento - sempre più comune, grazie anche alle nuove tecnologie di comunicazione - è la suggestionabilità.
Ci lasciamo convincere con una facilità estrema, senza verificare (e, d’altro canto, resistiamo ferocemente a certe verità soltanto perché complicate da comprendere, o scomode da abbracciare).
Gurdjieff: “Gli esseri umani credono a tutto quel che sentono dire invece di credere soltanto a quello che hanno potuto riconoscere direttamente attraverso una giudiziosa riflessione, maturata da un ‘dibattito comparativo’ fra tutti i dati già immagazzinati in loro.”
E, ancora, l’identificazione con il proprio ruolo. Rimbalziamo attraverso la vita come una pallina impazzita, eppure riusciamo sempre a spiegarci gli avvenimenti che ci capitano come scelte e conquiste nostre, grazia alla nostra sorprendente capacità di mentire.
Ci è difficile pensare di recitare una parte quando la situazione lo richiede; lo associamo a ipocrisia, malvagità (mentre associarci al ritratto immaginario che abbiamo di noi stessi non ci dà alcun problema).
Gurdjieff invece ammonisce:
"Tratto caratteristico dell'uomo raffinato è la sua capacità di recitare alla perfezione qualsiasi parte voglia nella sua vita esteriore, mentre interiormente si mantiene libero".
Le due cose viaggiano insieme. Lo comprendi?




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