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  • Immagine del redattoreIl Ricordo di Sé

sonno e respingenti

(di Vale Lama)

Ogni volta che ti sembra che qualcosa non vada, che ci sia qualcosa di sbagliato, che manchi qualcosa, probabilmente manchi tu.

Il sé inferiore cerca di renderci tristi, come lo è lui, pertanto tende a dare colpe e biasimare gli altri o quello che accade, per convincerci che “così non va bene”. Al contrario, ho spesso verificato che tutto può essere usato per il risveglio e che a volte proprio le cose che ci danno frizione sono quelle che ci portano più vicini a noi stessi. Primo perchè proprio la frizione interrompe il sonno e crea un’opportunità di essere presenti nel momento, secondo perchè la frizione come la sofferenza è un “fissante” per l’essere che stiamo cercando di creare con il lavoro.

Per tenerci nel sonno e impedire alla verità di penetrare la corazza e di raggiungere il nostro sé, la falsa personalità si serve dei respingenti, un meccanismo di difesa che tende appunto a ‘respingere’ ciò che è scomodo. ‘Io’ come “Non è colpa mia”, “Mi fai diventare negativo” o anche semplici gesti motori come la tosse nervosa, uno sbadiglio o una risatina, possono essere respingenti, che nascondono qualcosa di scomodo, di solito qualcosa che non vogliamo vedere e accettare di noi.

Osservate con attenzione come la macchina reagisce per esempio quando vi fanno una critica, o viene toccata una nota dolente. Il più delle volte potrete fotografare i respingenti della vostra falsa personalità. Allora saprete dove cercare il prossimo aspetto su cui fare luce.

Per esempio, il fante di cuori può respingere con una battuta di spirito un complimento per nascondere la caratteristica di vanità. La regina di fiori può respingere mangiando eccessivamente una carenza del centro emozionale. Mangiarsi le unghie potrebbe essere un respingente motorio che indica un disagio nel centro istintivo o emozionale. E, ancora, una regina di cuori particolarmente litigiosa magari respinge la paura emozionale di non essere amati.

Smontare i respingenti può essere pericoloso, perchè priva la macchina di una robusta protezione ed espone l’essenza a forze che potrebbe non essere in grado di reggere. Per questo è importante il lavoro di scuola, che aiuta a costruire una vera personalità (un insieme di forma e io di lavoro) temporanea a tutela dell’essenza finchè essa non sarà sufficientemente sviluppata e matura per fare da sola.

D’altro canto, è un rischio che dobbiamo correre, perchè altrimenti chiusi dai respingenti, soffocati dalla falsa personalità, anestetizzati dal sonno e persi nell’immaginazione, noi semplicemente non esistiamo.

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