Una dieta di impressioni
- Il Ricordo di Sé
- 52 minuti fa
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“In questo mondo di inganni,
la calma è ciò che la tua anima desidera.”
— Rumi
Alcune settimane trascorse in un contesto più quieto hanno riaffermato quanto siano decisive le impressioni a cui ci sottoponiamo.
Così come il corpo fisico è plasmato da ciò che mangiamo, la nostra interiorità prende forma da ciò che vediamo, ascoltiamo, leggiamo, diciamo. Nulla è neutro. Ogni impressione entra e lavora.
Possiamo dirci che siamo presenti a tutto. Ma se osserviamo con sincerità, scopriamo che gran parte della giornata la viviamo in uno stato di sonno: reagiamo agli stimoli, ci identifichiamo, e proprio questa identificazione rende il processo invisibile.
È facile verificare che dopo ore trascorse in un clima di negatività o polemica, ci sentiamo pesanti, saturi. Dopo un tramonto sul mare o una passeggiata in un bosco, qualcosa si alleggerisce. Non è poesia: è qualità delle impressioni.
Utilizzando il linguaggio degli idrogeni, possiamo dire che passiamo da Mondo 96 a Mondo 24, o persino a Mondo 12, quando siamo presenti. I numeri indicano il numero di leggi a cui siamo sottoposti: meno leggi, più libertà. Più leggi, più meccanicità.
Se è così, diventa evidente che l’accesso a mondi superiori non richiede accumulo, ma sottrazione.
Viviamo in un mondo iper-stimolante.
Un contadino del Medioevo poteva passare mesi senza una nuova informazione.
Noi, in un’ora su uno smartphone, riceviamo più dati di quanti un uomo del XVI secolo potesse incontrare in settimane.
Un ambiente iper-stimolante frammenta l’attenzione.
Senza attenzione stabile, nessuna osservazione di sé è possibile.
Senza osservazione, nessuna trasformazione.
Nell’ultimo mese, in una situazione privilegiata, ho eliminato social, notizie, rumore informativo. Ed è diventato evidente quanto questi flussi alimentino il sonno, il parlare inutile — dietro al quale si nasconde un pensare inutile — soprattutto in tempi come questi, così saturi di identificazione.
Non esiste lavoro interiore senza disciplina sulle impressioni.
Se è vero che si può essere presenti a tutto, non tutto ci aiuta a essere presenti.




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